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Vigneti e terrazzi della Valtellina
La Valtellina si apre verso oriente, alla fine del Lago di Como, racchiusa tra le Prealpi Orobiche e le Alpi Retiche, estendendosi per circa 120 chilometri, fino a Livigno al confine con la Svizzera. Da Delebio a Morbegno fino a Sondrio e poi ancora a Tirano, al turista si presenta uno scenario inconsueto con un fondovalle vasto e piano dove scorre il fiume Adda, mentre il versante a meridione, denominato Retico e meglio esposto la al sole, è movimentato da terrazzi e da conoidi, e dove il terreno trova la migliore esposizione, alligna meravigliosamente la coltivazione della vite.
Dopo Morbegno, ad Ardendo inizia il territorio (terroir) identificato e certificato dal recente riconoscimento della Docg dei vini Valtellina Superiore (24 giugno 1998). A Castione Andevenno inizia la zona della Sassella. Castione è stata battezzata per la sua esposizione climatica “La Riviera della Valtellina”, poiché vi crescevano l’olivo, l’agave, la palma e tra i filari delle viti venivano coltivati gli asparagi.
Prima di giungere a Sondrio, in località Sassella sorge il Santuario della Beata Vergine Annunziata. Tutt’intorno allignano i vigneti della “Castelina”, cantina di produzione della Fondazione Fojanini, Istituto sperimentale di ricerca di viticoltura e frutticoltura che produce Sassella e da quest’anno anche Sforzato. Seguendo la stradina per Triasso, poco distante a Sant’Anna, il convento di San Lorenzo che sovrasta la città di Sondrio, conserva un antico vigneto, oggi proprietà delle monache che vi abitano.

Dal centro di Sondrio, inforcando la strada panoramica dei castelli, dopo la frazione Colda si raggiunge Montagna, al centro della zona del Grumello. Su questo sperone roccioso dominato dai ruderi di Castel Grumello della antica famiglia dei De Piro, la maggior parte delle aziende vitivinicole valtellinesi hanno acquistato ettari di vigneto. Ripartendo da Montagna, lungo una strada detta del Torchio, conduce a Poggiridenti, si entra nella zona dell’Inferno, caratteristica per i vigneti a strapiombo. Risalendo a Trasivio si presenta il santuario della Santa Casa di Loreto, situato a monte su una collina circondata da vigneti che scendono a cono verso la strada. Proseguento verso Ponte di Valtellina, le vigne lasciano il posto ai meleti, ma una volta arrivati a Chiuro, ghibellina patria dei nobili Quadrio commercianti di vino fino al XIV secolo, si respira solo aria “enologica”.

Sassella
Il nome deriva dalla chiesetta della Sassella (da sasso, rupe) sita ai piedi dell'omonimo promontorio. Come tutti i Valtellina Superiore raggiunge la maturità con un invecchiamento di 3/5.

Grumello
Viene prodotto nella zona a Nord-est di Sondrio e prende il nome dal "Catello di Grumello" del XIII sec. Che domina la vallata.

Inferno
Il nome molto singolare deriva probabilmente dalle temperature molto elevate che d'estate si raggiungono nei piccoli terrazzi siti negli anfratti rocciosi. Il vino che ne deriva è asciutto, e pieno di carattere.

Valgella
La Valgella si differenzia dagli altri per la maggior morbidezza iniziale.

Valtellina
Il vino Valtellina viene prodotto in una zona più allargata rispetto al superiore DOCG. E' un vino che comparato ai precedenti presenta minore corpo, il che lo renda di più pronta beva.

Sforzato
Lo Sforzato deve il nome a una tradizionale pratica di "forzatura" dell'uva Nebbiolo che ha origini antichissime.
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